Orizzonti infiniti: riflessioni sparse nella vita)
Riflessioni

L’ambiente in cui uno nasce e vive influisce indubbiamente nello sviluppo e formazione della persona, della sua mentalità, della sua psicologia e quindi influisce nelle sue scelte di vita.
L’ambiente naturale, al primo posto: luogo geografico, montagna, pianura, mare, boschi; poi usi e cstumi, tradizioni, religione ecc...
Ma anche l’ambiente socio-familiare dove si cresce: l’apertura mentale delle persone addette alla formazione e degli altri membri della Comunità, la stessa Comunità, il lavoro, la scuola, gli incarichi sociali e familiari...
Per Domenico: Vivere a Tolosa vuole dire essere il massimo della presenza per la zona; ma una volta vista Roma, e aver vissuto al centro della cristianità dove tutti i popoli s’incontrano nel nome dell’unica fede in Gesù, gli orizzonti si allargano, diventano universali: Tolosa non basta più (anche se con il meglio ed il massimo impegno) ma il mondo intero lo reclama, reclama la sua idea, il suo Ordine… Il mondo intero vuol dire spargere i frati come si sparge il frumento perché diventino in tutto il mondo il Pane che sazia la fame di Dio. Operazione tutt’altro che facile, soprattutto per chi non ha fatto esperienza di mondialità.

Agosto 1217: la dispersione dei Frati si manifesta vari problemi. Per es.:
- dove andare
- di che vivere
- reclutamento per la sopravvivenza dell’Ordine sia come idea che come nuova presenza nella Chiesa.

I Frati incontrano Scuole parrocchiali o diocesane, Università di Parigi e bologna: allargamento di prospettive, di panorami, di sapere...
Avvicinare i giovani ai quali prospettare la nuova vita religiosa. Avvicinare i professori che proprio per la loro “professione” sono aperti al “nuovo” dalla “ricerca”: tutto questo diventa un boom della crescita: lo studio allarga le prospettive, la conoscenza, gli orizzonti… Essere una presenza propositiva. La luce non svolta l’angolo, non ha bisogno di svoltarlo perché si diffonde in una sconfinata pianura. Si capisce meglio che predicare ai Cumani (il sogno di Domenico) è allargare gli orizzonti.

A ogni passo che il Frate Predicatore fa, gli si allarga davanti l’orizzonte.
Passi sulle strade e nelle cttà del mondo, in mezzo alle persone, in mezzo a situazioni le più diverse, passi in mezzo a mentalità e culture differenti: sempre nuovi orizzonti che si aprono nella sua vita. Orizzonti che interrogano ed esigono risposte, se si vuole rimanere vivi.
E ci sono anche passi nella
conoscenza e nella cultura, dove si ripensa la presenza del Messaggio perché possa incarnarsi e vivere nei popoli e nei luoghi più differenti dove viene annunciato.
Anche qui, passo dopo passo, l’orizzonte cambia, si allarga.
E ci sono ancora passi nella santità: passi belli, passi difficili che ti motivano e ti entusiasmano: passi che ti avvicinano a Dio e ai fratelli: un orizzonte infinito.
Però camminare è faticoso.
È necessario lasciare la cella, quella fisica e quella mentale per andare…
È necessario lasciare le nostre cose fisiche e mentali per entrare nei nuovi orizzonti, per viverci: ogni bagaglio appesantisce il cammino. I latini chiamano il bagaglio “impedimenta”, solo plurale!
Se si rimane in casa, in convento, paghi di ciò che la nostra Comunità offre, dove stiamo bene, dove siamo inseriti in un contesto che è cresciuto con noi, allora l’orizzonte è sempre lo stesso, anche se meraviglioso, a volte appagante e… senza rischi (http://www.predicazione.it/riflessioni/Il_rischio_di_osare_1.html e http://www.predicazione.it/riflessioni/Il_Rischio_di_osare_2.html), ma sempre lo stesso, sempre uguale.

E l’itineranza? Questa reca con se l’idea di cambiamento. Itineranza fisica, dottrinale (lo studio che apre nuove vie), itineranza nella via della santità. L’itineranza è il DNA della vocazione domenicana: siamo nati per questo, per questo ci ha pensato Domenico: “lasciatemi fare, so bene quello che sto facendo” (Domenico alla dispersione dei primi Frati).

Il rischio di vivere le giornate tutte uguali, mi spaventa. Giornate che sono una fotocopia l'una dell’altra. E allora? Signore aiutami a camminare, in tutti i sensi, fino ad entrare nel Tuo orizzonte infinito.

Fra Alberto Fazzini